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Melita Cavallo

Ex Presidente dell'Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia e Presidente della Commissione Adozioni Internazionali 

Su di me


NOME: Melita Cavallo

NAZIONE: Italia

CITTA': Roma

NAZIONALITA': Italiana

BACKGROUND: Laurea

AZIONE/SETTORE: Settore giudiziario

POSIZIONE: Già Presidente del Tribunale per i minorenni di Roma, ora in pesnsione

ORGANIZZAZIONE:

 

Il mio Background e la mia carriera

Mi chiamo Melita Cavallo. Da poco sono andata in pensione come Presidente del Tribunale per i minorenni di Roma. Prima di diventare giudice ho insegnato storia e filosofia nella scuola. Amavo molto il rapporto con i ragazzi e mi piaceva insegnare, però purtroppo nella mia vita di insegante ho incontrato dei presidi con i quali non sono riuscita ad andare d’accordo e che contestavano il mio metodo d’insegnamento. Ero una giovane laureata di 25 anni che voleva far interessare i ragazzi allo studio. Non volevo farli studiare in modo mnemonico, usando solo i testi scolastici: per esempio, leggevo vari quotidiani in classe e facevo vedere come la stessa notizia era presentata in modo diverso da ciascun giornale. Questo modo di insegnare creò uno scandalo enorme e il preside della scuola dove insegnavo mi disse che mi avrebbe revocato la supplenza. Così ho pensato che non era il momento giusto per creare una scuola nuova. Ho lasciato la scuola e ho fatto il concorso per entrare nella magistratura.

Ho scelto come prima sede Milano, perché c’era un posto al tribunale per i minorenni. Ho iniziato a lavorare nel tribunale dei minorenni quasi per caso e mi sono appassionata subito a questo lavoro. Successivamente sono tornata a Napoli, di nuovo presso al Tribunale per i minorenni e lì sono rimasta molti anni. Qui ho combattuto molte battaglie, come quella contro la istituzionalizzazione dei minori e il mercato dei bambini. Dal 2009 sono diventata presidente del tribunale dei minori di Roma. Ho combattuto assieme ai giudici minorili dei tribunali e abbiamo ottenuto  cambiamenti importanti: ad esempio abbiamo ottenuto la istituzione delle case famiglie, al posto degli orfanotrofi. Nelle case famiglia il bambino viene accudito, protetto e tutelato meglio rispetto agli orfanotrofi; inoltre ora i servizi sociali riescono a raccogliere molte più informazioni utili per valutare bene la situazione del minore; anche questo è un cambiamento importante.

 

La mia esperienza

 

Nella mia carriera professionale ho assistito a grandi cambiamenti sociali. Infatti la famiglia non è più una struttura patriarcale, ma è una famiglia nucleare; spesso è una famiglia con una mamma sola, ed è una famiglia conflittuale. Per questo motivo ho lavorato sulla mediazione familiare. Ho lavorato anche sulla mediazione scolastica per abbattere il bullismo, che purtroppo era molto diffuso nelle scuole napoletane. Ogni anno sceglievo un argomento su cui lavorare e insieme agli altri giudici portavo avanti la mia battaglia.

 

Le mia abilità

Ho capito che le difficoltà si superano con la volontà, con un pensiero libero, con l’aiuto delle persone che ti sono vicino. Io ho avuto una famiglia solida e forte accanto a me; è una famiglia che mi ha sostenuta nelle mie battaglie e nel mio percorso professionale. Il mio lavoro mi ha dato molte soddisfazioni ma mi ha anche portato a lavorare lontano da casa. I miei figli però mi hanno detto: “Mamma non ti preoccupare, hai sempre lavorato tanto, quindi è giusto che tu vada a prendere il merito di ciò che hai fatto”. Essere una donna non ha costituito un problema per la mia carriera, anche se io ho iniziato a lavorare nei primi anni in cui era stato consentito alle donne di accedere alla magistratura. All’inizio mi affidavano i compiti più semplici o quelli più fastidiose: questo è stato il problema più grande che ho incontrato come donna nella mia carriera.

 

 

Consigli e suggerimenti

Cosa dire ad una ragazza che vuole avere una sua carriera professionale? Non mollare mai! 

Come devi essere? Dinamica, positiva, guardare sempre al futuro, mai perdersi d’animo, mai disperarsi, mai pensare che sia andato tutto male. Anche quando tutto sembra andare male, la situazione può cambiare in meglio.

 

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